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dc.contributor.authorAngioni, Cecilia
dc.date.accessioned2024-02-22T16:08:52Z
dc.date.available2024-02-22T16:08:52Z
dc.date.issued2022
dc.identifierONIX_20240222_9788869696107_98
dc.identifier.issn2724-3362
dc.identifier.urihttps://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/134498
dc.languageItalian
dc.languageFrench
dc.relation.ispartofseriesLexis Supplementi
dc.subject.otherPasolini,Orestea,Classical Reception,Translation,Aeschylus
dc.titleL’Orestea di Eschilo nelle parole di Pier Paolo Pasolini
dc.typebook
oapen.abstract.otherlanguageSiracusa, teatro greco, 1960: l’attesa rappresentazione dell’Orestea del Teatro popolare italiano (Gassman, Lucignani) con traduzione di Pasolini fa parlare di sé. Il testo pare del tutto nuovo, fa storcere il naso ai classicisti in generale. È un’interpretazione fondamentalmente marxista e non nuova della trilogia, tuttavia Pasolini vi infonde la propria sensibilità poetica e ne fa un testo magmatico e potente. Si è scritto molto sulla rappresentazione e sull’intento politico del testo, tuttavia con poca attenzione al piano strettamente linguistico dell’operazione poetica. Il saggio si propone di guidare il lettore, parola per parola, attraverso la costruzione di una trilogia originale, ancora eschilea ma intessuta delle inconfondibili parole di Pasolini. Il testo risulta a tutt’oggi una delle rese più enigmatiche della lingua di Eschilo.
oapen.identifier.doi10.30687/978-88-6969-610-7
oapen.relation.isPublishedBy4213f1ed-14d0-44b5-91b3-3cc52df9b961
oapen.relation.isbn9788869696107
oapen.relation.isbn9788869696114
oapen.series.number50
oapen.pages110


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